Slow Wine Fair, in corso a Bologna fino al 24 febbraio, non è solo una vetrina per il vino buono, pulito e giusto. È anche occasione per incontrare e conoscere una comunità di produttori che cerca di fare le cose al meglio, anche quando tutto intorno la situazione è difficile e tutto potrebbe crollare da un momento all’altro. Come sta succedendo nel sud dell’Ucraina, nella storica regione vitivinicola della Bessarabia. Qui Kostiantyn Tintulov produce vini naturali in un contesto geopolitico evidentemente complesso.

L’APPUNTAMENTO

Slow Wine Fair, il bicchiere dalla parte giusta

L’insicurezza

Dal suo stand in fiera a Bologna racconta di quello che sta succedendo a casa, nel sud di Odessa, a Oksamytne. Mostra la pelle d’oca sul braccio, quando dice “Proprio stamattina abbiamo avuto notizie di un attacco da parte dei droni russi sui nostri vicini. Siamo preoccupati, non possiamo prevedere quello che succederà domani. Tutto quello che possiamo fare è continuare a fare bene il nostro lavoro”. Un lavoro iniziato dal padre di Kostiantyn, Valery Tintulov che ha iniziato la sua attività nel 1991, come primo viticoltore indipendente. La sua azienda si chiama Villa Tinta e segue tutto il ciclo produttivo, dalla produzione alla vendita del prodotto imbottigliato. È un’azienda a conduzione famigliare che si rivolge ad un mercato internazionale. “Siamo molto orgogliosi di questo - dice Kostiantyn Tintulov -. Vendiamo in dieci Paesi, tra cui Usa, Giappone, Gran Bretagna e Germania. Le conquiste più recenti sono Panama e Brasile. Una bella sfida”. Soprattutto ora, quando si devono fare i conti con risorse ridotte.