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Alla vigilia della decisione sui dazi, il New York Times ha rivelato che il presidente dell’Alta Corte ha deciso di rendere ancora più segreto l’operato di un’istituzione chiave della democrazia americana

Il re è nudo. Può riassumersi così il senso della bocciatura dei dazi di Donald Trump da parte della Corte Suprema Usa. La decisione presa venerdì scorso da sei dei nove massimi giudici americani getta nell’incertezza la politica commerciale americana e l’agenda dell’amministrazione repubblicana dimostrando che i check and balance previsti dalla democrazia a stelle e strisce hanno funzionato anche in occasione dello stress test trumpiano. Lo stop alle tariffe rende però evidente anche come la Corte di Washington sia in grado di “azzoppare” un presidente ben più di una consultazione elettorale anticipando di fatto così il ridimensionamento politico di una presidenza che, sino a poche ore fa, era prevista materializzarsi non prima delle elezioni di midterm del prossimo novembre, di solito un bagno di sangue per il rappresentante del partito che occupa la Casa Bianca.