Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
La furia del tycoon: "Sentenza che distrugge il Paese". E un altro giudice gli dà torto pure sui migranti espulsi
La battaglia dei dazi di Donald Trump vive un nuovo capitolo, stavolta tutto interno. Una corte d'appello federale ha stabilito che il presidente degli Stati Uniti si è spinto troppo oltre dichiarando lo stato di emergenza nazionale per giustificare l'imposizione delle tariffe sulle importazioni da quasi tutti i paesi del mondo, nel tentativo di riscrivere la politica commerciale americana. E ieri un altro giudice federale ha bloccato i tentativi dell'amministrazione Trump di estendere una procedura di espulsione accelerata per gli immigrati irregolari, stabilendo che l'applicazione estesa della norma crea "un rischio significativo" che le persone che potrebbero avere diritto a rimanere negli Stati Uniti, vengano invece espulse dal Paese.
Ma torniamo alla sentenza anti-dazi, alla cui base spunta anche l'intraprendenza di una piccola azienda vinicola di New York: la Vos Selections di Victor Schwartz, che tratta etichette italiane, ha fatto causa insieme ad altre quattro piccole imprese e a 12 Stati americani, denunciando la "minaccia esistenziale" delle tariffe. La maggioranza dei giudici - sette a favore e quattro contrari - ha ritenuto la gran parte dei dazi illegali, sottolineando che rappresentano un eccesso di potere del commander in chief, poiché la capacità di imporre tasse è "un potere fondamentale del Congresso". Il presidente, secondo i togati, ha oltrepassato i limiti della sua autorità ai sensi della legge del 1977 nota come "International Emergency Economic Powers Act", che gli conferisce il potere di identificare qualunque minaccia abbia origine al di fuori degli Stati Uniti. "La legge gli attribuisce un'autorità significativa per intraprendere una serie di azioni in risposta a un'emergenza nazionale dichiarata, ma nessuna di queste include esplicitamente il potere di imporre tariffe o simili", ha spiegato il tribunale, consentendo che i dazi restino in vigore fino al 14 ottobre per dare al governo Usa la possibilità di presentare ricorso alla Corte Suprema.










