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Le tasse globali si basano su una norma straordinaria del 1977 che i giudici non considerano sufficiente per superare il via libera del Congresso statunitense
La Corte Suprema boccia la maggior parte dei dazi di Donald Trump, infliggendo un duro colpo al presidente americano. Con sei voti a favore e tre contrari i saggi hanno decretato che il tycoon ha ecceduto i suoi poteri nell'imporre le tariffe sulle importazioni da quasi tutti i paesi del mondo in base all'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa), che dà al comandante in capo l'autorità di affrontare "minacce straordinarie" in caso di un'emergenza nazionale, inclusa quella di "regolare l'importazione di beni esteri".
La norma del 1977 è stata approvata per limitare i poteri presidenziali in materia di sicurezza nazionale dopo i dazi imposti da Richard Nixon per affrontare la crisi della bilancia dei pagamenti in seguito al crollo del sistema monetario di Bretton Woods, e non fa alcun riferimento esplicito alle tariffe, competenza esclusiva del Congresso come le tasse, e per i quali sono state concesse solo alcune deleghe all'inquilino della Casa Bianca. "La sentenza mi ha deluso molto, mi vergogno per alcuni giudici che non hanno avuto il coraggio di fare la cosa giusta per l'America", ha tuonato Trump durante una conferenza stampa. E ha annunciato che firmerà subito "un ordine per imporre dazi globali del 10% in aggiunta a quelli già esistenti" sulla base della Section 122 del Trade Act del 1974, quella che consente l'introduzione di tariffe globali fino al 15% ma per un periodo di soli 150 giorni. Inoltre, quelle decise in base alla Section 232 e alla Section 301 della stessa legge restano in vigore.






