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Nonostante la sentenza della Corte Suprema, il presidente degli Usa non si arrende alza le tariffe ai Paesi "molti dei quali hanno 'derubato' gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (finché non sono arrivato io)"
Donald Trump rilancia la sua offensiva commerciale e annuncia l’aumento dei “dazi globali” statunitensi dal 10% al 15%, dichiarando che la misura entra in vigore “con effetto immediato”. L’annuncio arriva a ridosso della battuta d’arresto giudiziaria della Corte Suprema che ha infatti colpito l’impianto legale su cui si reggevano molte delle tariffe varate in precedenza, spingendo la Casa Bianca a cercare una nuova base normativa per mantenere (e ora rafforzare) la leva tariffaria.
La decisione della Corte Suprema è una "vergogna", aveva tuonato ieri Trump, invocando una legge dell'era Nixon. Il riferimento era alla Sezione 122 del Trade Act del 1974, mai utilizzata. Approvata dopo che Nixon impose una tariffa globale del 10% nel 1971, consente al presidente di imporre tariffe temporanee per far fronte a "grandi e gravi deficit".













