domenica 22 febbraio 20264' di letturaLa morte di Domenico, ieri all’alba, chiude due mesi di calvario e apre un’indagine ancora più approfondita per chiarire la catena delle responsabilità. Una fine atroce, quella del "bimbo col cuore bruciato", che si è spento all'ospedale Monaldi di Napoli, teatro di uno dei più agghiaccianti errori medici che si ricordino. E Il Corriere della Sera ha ricostruito la vicenda, giorno per giorno, snodo per snodo, ogni momento-chiave. Soprattutto quelle due maledette ore, tra le 9 e le 11 del 23 dicembre, all’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove tutto ha iniziato a prendere la più atroce delle pieghe.Domenico, il cappellano: "Come è morto. È stato durissimo""È morto tra le lacrime dei genitori, dei padrini di battesimo e dei medici che gli erano accanto, &egr...22 dicembre – Il box senza allarme
Domenico, 2 anni, affetto da grave cardiomiopatia dilatativa, viene ricoverato al Monaldi di Napoli. Da Bolzano arriva la notizia di un cuore compatibile. Per il trasporto si sceglie un box isotermico privo di sistema di allarme sulla temperatura, benché in reparto vi siano tre dispositivi Paragonix con controllo interno ed esterno. Agli ispettori l’equipe spiega: "Non lo sapevamo". Anche il ghiaccio inserito non è sufficiente a garantire piena autonomia.23 dicembre – L'integrazione del ghiaccio














