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21 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:42
Due mesi. Tanto è durato l’addio alla vita del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo di Nola che poco prima di Natale era stato trapiantato all’ospedale Monaldi di Napoli con un cuore danneggiato. Oggi il bimbo è morto, rilanciando ombre e interrogativi sulla catena di errori e responsabilità che hanno causato il decesso. Queste le tappe della vicenda.
23 Dicembre. L’antivigilia di Natale per Domenico doveva essere un giorno felice e di speranza perché la banca dati aveva segnalato la disponibilità di un cuore da poter trapiantare. Espiantato ad un bimbo di 4 anni all’ospedale di Bolzano, l’organo è però arrivato a Napoli in condizioni inservibili. “Un blocco di ghiaccio“, secondo uno dei testimoni ascoltati nell’audit del Monaldi. All’arrivo dell’organo in sala operatoria si è scoperto che al momento della predisposizione della borsa refrigerante destinata a custodire il cuoricino anziché utilizzare ghiaccio normale si era utilizzato quello secco. Un composto che, a contatto col cuore da trapiantare, lo aveva danneggiato. Il box utilizzato per il trasporto peraltro non era di quelli di nuova generazione, in grado di segnalare problemi alla temperatura. Il trapianto è stato effettuato ma l’organo era irreversibilmente compromesso.












