Pubblichiamo l’intervista realizzata dal direttore responsabile di Libero, Mario Sechi, al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano. I due hanno dialogato durante l’evento organizzato dal nostro quotidiano intitolato “La sicurezza oggi: istituzioni, imprese e nuovi scenari” che si è svolto ieri presso Palazzo Wedekind a Roma.

Sottosegretario Alfredo Mantovano, quali sono per l’Italia le sfide geopolitiche?

«Le sfide sono tantissime, ne cito un paio tra le tante. Per troppi anni in Occidente, in Europa in particolare, non abbiamo prestato sufficiente attenzione all’intensificarsi di scambi commerciali con nazioni extra europee che non si sono rivelati favorevoli al nostro sistema. Oggi tutto questo ha un prezzo in termini di dipendenza tecnologica e da materie prime fondamentali. Poi c’è la sfida dello jihadismo, dove anche in questo caso abbiamo commesso errori a cui bisogna rimediare. Una decina di anni fa si era immaginato che lo Stato islamico fosse stato debellato tra Siria e Iraq. Oggi invece ce lo ritroviamo in Centro Africa e in Medio Oriente. Però la sfida geopolitica più imminente, se io dovessi fare una classifica, è quella che potremmo definire “l’unità dell’Occidente”. Perché dico questo? Se io mi trovo a Roma, a Parigi, a New York, ma anche a Caracas e San Pietroburgo, e sento il suono di una campana, sento di trovarmi a casa mia. Non è così dappertutto però: questo è l’indicatore che quell’unità che c’era un tempo poi è andata perduta. L’abbiamo persa con il conflitto tra Russia e Ucraina- di cui sarà il quarto anniversario tra qualche giorno - una guerra tra due nazioni con radici cristiane all’interno dell’Europa. E l’abbiamo persa anche a causa della forte dialettica oggi esistente tra le due sponde dell’Atlantico. Questa è la dimensione su cui lavorare maggiormente. In merito a questo tema, sentivo in un talk show una conduttrice che parlava di “equilibrismo” di Giorgia Meloni. Io credo che ci sia una differenza fondamentale tra “equilibrismo” ed “equilibrio”: con tutto il rispetto per l’ambito circense, l’equilibrismo appartiene al circo. L’equilibrio che oggi il governo sta faticosamente perseguendo è indice della responsabilità di una nazione che si trova al centro degli scenari internazionali».