Non è inutile riflettere in modo articolato sul comportamento nevrotico - di cui si è già scritto su Libero - di un Emmanuel Macron nella fase in cui deve fare i conti con il suo fallimento.

In tante questioni comunitarie e globali l’Eliseo sembra in preda a una sorta di stato confusionale: un giorno si vogliono mandare truppe francesi in Ucraina, quello dopo si vuole trattare con Vladimir Trump indipendentemente dagli americani; si vuole rafforzare il libero scambio nel mondo e non si riesce ad approvare il trattato Ue-Mercosur; a lungo si sostiene l’obiettivo di isolare Israele poi si chiede all’Onu di troncare i rapporti tra Francese Albanese, con un’evidente apertura allo Stato ebraico; si partecipa alla preparazione di un trattato di libero scambio dell’Unione europea con l’India e poi ci si concentra solo sui rapporti tra Parigi e Nuova Delhi; si dice di voler costruire una protezione nucleare autonoma dell’Europa e poi si dice che le bombe francesi saranno sempre e solo sotto il comando dell’esercito francese suscitando malumori tedesco e addirittura insulti belgi; si lancia la proposta del “buy Europe” e si rimane del tutto isolati. E lasciamo perdere la questione già ben esaminata degli insulti a Giorgia Meloni perché si è allarmata dell’assassinio di un giovane di destra a Lione.