Il politicamente corretto, tanto caro alla sinistra illuminata e progressista, consiglierebbe di maneggiare la materia con cura, visto che Quaresima e Ramadan, per una rara coincidenza del calendario, vengono celebrate nello stesso periodo. Per i cristiani la data corrisponde al Mercoledì delle Ceneri e dura quaranta giorni. I musulmani iniziano il sacro mese del Ramadan, che coincide con l’avvistamento della luna crescente, il nono mese del calendario islamico, quindi il 18 febbraio. Un coincidenza di date dunque, ma che diventa un caso per la politica, visto che il Pd ha deciso di accomunare i due eventi, come se fossero sovrapponibili, con l’obiettivo di accattivarsi le simpatie della comunità islamica (230mila fedeli la stima ufficiale), pensando alle prossime comunali. Dal velo al voto, insomma.

Pur volendo continuare a maneggiare con cura la materia, non possiamo non ricordare che per i cristiani la Quaresima è essenzialmente la preparazione alla Pasqua. Nella Quaresima dei cristiani c’è una dimensione di tensione verso un avvenimento festivo, un cammino di pentimento e un rifiuto del peccato. Le feste dell’Islam, al contrario, non hanno lo scopo di evocare la storia passata o un avvenire. Il Ramadan non è la preparazione ad una festa né il ricordo di un avvenimento, è una pratica comandata dal Corano (2,183-187) ma di cui nel testo non è dato né il simbolismo né il significato. La differenza è evidente, comunque la si pensi e qualunque sia la religione professata.