“Ramadan mubarak”. Ovvero buon Ramadan. Ci sono due mezzelune e altre decorazioni arabeggianti sulla schermata dell’iPad in dotazione agli studenti delle medie dell’istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello. Non bastava la chiusura della scuola in occasione dell’ultimo giorno del mese sacro agli islamici (il 20 marzo, avvistamento della luna permettendo): c’è anche il doppio inchino ai fedeli di Allah, con un messaggio esplicito veicolato su tutti i dispositivi didattici usati dai ragazzini. È comparso mercoledì scorso, con l’inizio del Ramadan, e continua a campeggiare sui tablet. Forse rimarrà fisso per un mese intero, chissà.

Piccolo particolare: per Natale solo l’immagine di un cappellino di Santa Claus. E dire che quest’ultima festività è la preferita dagli alunni, come emerso dal sondaggio pubblicato sul primo numero del giornalino scolastico L’occhio dell’Iqbal. Per il 45,7 per cento di loro, infatti, la nascita di Gesù è il giorno più amato. Il Ramadan? Staccato, a quota 34,3 per cento. A seguire il Capodanno, col 12,4 per cento. Perché se è vero che la quota di stranieri iscritti all’istituto si attesta attorno al 55 per cento (il Paese più rappresentato è l’Egitto col 24,8 per cento), è altrettanto vero che gli islamici non sono affatto la maggioranza. Un messaggio di “buon Ramadan”, dunque, può starci solo nella misura in cui ogni religione, a partire da quella cattolica, venga contemplata. Perché non celebrare anche il Capodanno cinese o la Pasqua ortodossa?