Non una, ma bensì due aule dedicate alla preghiera degli allievi islamici, durante il Ramadan, nell’Istituto di Istruzione Superiore Sassetti-Peruzzi con sede a Firenze. Scuola pubblica che sul suo sito ci tiene, a chiare lettere, a mostrare «le parole chiave alla base del nostro modello formativo». Ovvero: «Accoglienza, inclusione, ascolto, innovazione didattica». E allora, neanche fossimo a Sarabanda, la indoviniamo con una la natura ideologica del personale scolastico dell’ente educativo toscano.

Così un paio di settimane fa, quando la notizia ha iniziato a circolare, il preside Osvaldo Di Cuffa, sulle colonne de La Nazione, aveva detto che il tutto era stato fatto «nel rispetto del pluralismo e della laicità della scuola e di tutti i culti presenti, come dice la Costituzione». Bene e all’epoca eravamo ancora fermi a una stanza destinata all’orazione. Così qualche giorno fa il sito TGRegione.it ha rilanciato. «L’ultimo capitolo della “telenovela islamica” sarebbe costituito dalla presenza di un solo spazio per la preghiera, fatto che avrebbe creato alcune incomprensioni e problematiche: sembrerebbe che siano solo i ragazzi a poter avere accesso alla preghiera, ma non le ragazze».