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Ribaltato il verdetto sul caso Basilicata. Sei prosciolti "per non aver commesso il fatto"
Una inchiesta partita con grande fragore in nome della tutela dell'ambiente, sei indagati che finiscono agli arresti domiciliari, giudici che uno dopo l'altro fanno proprie le tesi della Procura della Repubblica, confische per decine di milioni: e alla fine tutti assolti. La storia del processo Petrolgate si chiude ieri mattina, quando la Corte d'appello di Potenza azzera le accuse che avevano portato sotto processo l'Eni e una sfilza di suoi dirigenti, incriminati per traffico di rifiuti illeciti per lo smaltimento degli scarti della Centrale Olio di Viggiano in Val d'Agri, a ridosso dell'Appennino lucano. Dall'inizio delle indagini sono passati sedici anni, il processo di primo grado è durato cinque anni, altri quattro anni sono serviti per arrivare ieri alla sentenza d'appello. Tempi quasi incredibili, specie per arrivare a scoprire che "il fatto non costituisce reato".







