VENEZIA - «Nessuna rabbia o "sete" di vendetta. Il mio primo pensiero è quello di dire grazie perché mio figlio è vivo. Grazie ai medici, ai soccorritori, a chi in queste ore ci sta vicino. Questo per ora è come famiglia il nostro unico pensiero e l'unica cosa che conta: stargli vicino. Oggi, a distanza di qualche giorno da quello che è successo posso esprimere solo un pensiero: grazie che mio figlio è vivo».

Parla al Gazzettino la mamma del ragazzo di 21 anni, accoltellato in Erbaria a Rialto, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, nei dintorni di campo San Giacomo. La mamma è una persona molto nota in città, impegnata nel mondo del volontariato e in prima linea per chi ha bisogno. Il ventunenne aggredito e la sua famiglia risiedono in centro storico. La mamma racconta con grande dignità e compostezza queste ore così difficili.

«Mio figlio è uscito lunedì dal reparto di Rianimazione, sta meglio, finalmente, e questa è l'unica cosa che per noi conta davvero. Naturalmente dovrà proseguire le cure in ospedale e ci vorrà molto tempo, ma sapere che è uscito dalla Rianimazione è un passo avanti di cui siamo grati. Tutti i nostri sforzi sono proiettati su di lui, sullo stargli vicino e dargli forza. Facile immaginare come si possa sentire un genitore quando ti telefonano nel cuore della notte per informarti che tuo figlio è stato accoltellato al collo, ed è in fin di vita.