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Ultimo aggiornamento: 16:14
Nelle prime testimonianze dei giovani italiani rimasti feriti nel tragico incendio del bar Le Constellation di Crans-Montana, che la notte di Capodanno ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115, si rivedono le scene di panico e la disorganizzazione riportate in alcuni video diffusi subito dopo il rogo. I feriti hanno raccontato ai magistrati italiani la loro terribile esperienza: “Le uscite di sicurezza erano sbarrate“. Il fuoco si è propagato in pochi minuti, complicato dalla totale assenza di materiali ignifughi e da un’inefficienza totale nel fronteggiare l’incendio: “Nessun estintore è stato usato e nessuno dava indicazioni a chi cercava di fuggire”, hanno dichiarato i sopravvissuti.
Jessica Moretti? “È scappata”, la risposta. Alcuni testi hanno riferito, inoltre, che nel locale – anche se si era raggiunta la capienza massima – era possibile entrare solo dopo avere pagato le consumazioni. “Chiedevano fino a 270 euro per una bottiglia di champagne e non c’erano divieti per i minori, potevano frequentare il bar e bere alcolici”. Racconti che sono sostanzialmente “sovrapponibili” tra di loro: la versione di quanto avvenuto il 31 dicembre al Costellation è “univoca” da parte dei ragazzi che erano presenti nel locale. Queste testimonianze, raccolte dai magistrati italiani su delega della procura di Roma, sono state inserite in un’informativa che ribadisce una ricostruzione dei fatti coerente tra loro. Le dichiarazioni dei giovani italiani coincidono nel descrivere la scena come “un caos assoluto” in cui l’assenza di sicurezza e le scelte errate hanno avuto un impatto devastante sulle persone presenti nel locale.









