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19 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:44

Anche il Wall Street Journal scopre che le disuguaglianze crescenti e l‘ingiustizia fiscale sono un problema urgente. Mercoledì il quotidiano finanziario ha pubblicato un articolo intitolato “La bassa tassazione dei miliardari sta diventando un problema per l’economia“. Catenaccio: L’elusione fiscale dei super-ricchi è un problema economico oltre che politico. L’analisi ha come spunto la raccolta firme in corso in California con l’obiettivo di chiamare i cittadini alle urne per un referendum sulla tassa una tantum del 5% per i miliardari proposta da un sindacato che rappresenta principalmente lavoratori nel settore della sanità. Comparto che i tagli a Medicaid voluti da Donald Trump lasciano in grave difficoltà. Quell’idea sarà difficile da mettere in pratica, prevede il Wsj, ma “uno sguardo a chi paga il conto quando i miliardari lesinano sulle tasse, e a come la concentrazione della ricchezza sta influenzando l’economia in generale, mostra perché il problema non sembra destinato a risolversi”.

“Il dibattito è destinato a montare con il deterioramento della situazione fiscale americana e l’ampliamento del divario di ricchezza”, riconosce l’autrice Carol Ryan. Segue qualche dato non nuovo ma istruttivo: dal 1990 negli Usa solo l’1% più ricco ha aumentato la propria quota di ricchezza complessiva, che ha raggiunto un valore record del 32% nel terzo trimestre del 2025. Si parla di 54,8 trilioni di dollari. Non solo: i guadagni realizzati dai miliardari – lo 0,1% delle famiglie più ricche – hanno eclissato quelli dei super ricchi. La quota di ricchezza netta di quel gruppo “è aumentata negli Usa di quasi 6 punti percentuali, raggiungendo il 14,4% dal 1990”. Nel frattempo, la metà più povera delle famiglie americane ha perso terreno. Nel 1990 avevano il 3,5% della ricchezza, oggi solo il 2,5%. E pure la quota detenuta dal decile di famiglie benestanti che si colloca appena al di sotto dell’1% più ricco “si è leggermente ridotta”