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12 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:49
Dalle grandi città come New York agli stati liberal come la California, negli Stati Uniti cresce la pressione per tassare grandi patrimoni e rendite immobiliari. Nella Grande mela il sindaco Zohran Mamdani si è inventato la “pied-à-terre tax”, una tassa sulle seconde case di gran lusso comprate come investimento e utilizzate sporadicamente dai super ricchi da cui si attende un gettito da 500 milioni di dollari. In California la proposta di patrimoniale del 5% sui miliardari potrebbe finire direttamente sulla scheda elettorale di novembre. In entrambi i casi la reazione di una parte delle élite economiche è stata furiosa: minacce di trasferimenti, campagne milionarie contro le nuove tasse, accuse alla politica progressista di “punire il successo”.
Il nuovo fronte della battaglia fiscale si è aperto non a caso in stati e città a guida democratica che molto dipendono dai contribuenti ad altissimo reddito per finanziare i propri bilanci – in California quasi metà del gettito dell’imposta personale arriva dall’1% più ricco – e in cui il costo della vita per chi ha redditi normali è proibitivo. E ha fatto emergere dettagli sul funzionamento del sistema fiscale che lasciano a bocca aperta il contribuente medio. Mamdani ha girato il video in cui annunciava la nuova tassa sugli immobili di valore superiore a 5 milioni non adibiti a residenza principale davanti al grattacielo di lusso 220 Central Park South, in cui si trova anche il mega attico del finanziere fondatore della società di servizi finanziari Citadel Ken Griffin. Che ha reagito accusando il sindaco di ostilità nei confronti del successo negli affari e minacciando di espandere le attività della sua azienda a Miami anziché a New York.









