Porzioni della cena misere e acqua arancione dai lavandini. È il viaggio di istruzione da incubo di tre classi del liceo classico e linguistico Orazio, partite nei giorni scorsi per Lisbona. Un’esperienza che doveva rappresentare il momento più spensierato dell’anno scolastico si è trasformata – secondo quanto denunciano le famiglie – in un susseguirsi di disagi.
Caro-viaggi d’istruzione, meglio Nizza che Parigi. Ma c’è chi sceglie Dubai
di Valentina Lupia
Il caso si inserisce in un tema più ampio e sempre più attuale: quello del caro viaggi di istruzione. Questo viaggio è costato circa 700 euro a studente, una cifra importante che non tutte le famiglie riescono a sostenere. Con l’aumento generalizzato dei prezzi, diventa sempre più difficile trovare soluzioni, tra volo e hotel, di buon livello (che soprattutto accettino studentesche con minorenni) a costi ragionevoli che permettano a tutti di partecipare senza rinunciare a un’occasione didattica e di socializzazione. Ed è proprio su questo equilibrio fragile che si innesta la vicenda.
Le immagini rimbalzate nelle chat dei genitori mostrano le cene servite agli studenti, che avevano inclusa la mezza pensione. In un piatto si vedono una piccola porzione di spaghetti in bianco, senza condimento, affiancata da un cucchiaio scarso di purè di patate e da un paio di broccoli. Il tutto, accompagnato da una singola fetta di pane in cassetta. Le quantità appaiono misere, con porzioni ritenute insufficienti per ragazzi adolescenti dopo un’intera giornata di visite e spostamenti. Nel secondo piatto, ancora spaghetti in bianco accompagnati da una fetta di pane e da alcune strisce di carne immerse in una salsa arancione. Un pasto considerato inadeguato, anche in questo caso. Ma anche “di scarsissima qualità”, hanno sottolineato le famiglie in una lettera inviata non solo alla scuola e all’agenzia di viaggi che si è occupata di organizzare la gita, ma anche al ministero dell’Istruzione e all’ambasciata italiana a Lisbona. “Dopo due giorni l’agenzia di viaggio è intervenuta trovando soluzioni alternative per i pasti”, chiarisce però la preside, Maria Grazia Lancellotti.








