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30 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:08

C’è chi la chiama trasparenza e semplificazione e chi parla di un danno incredibile al turismo scolastico. Di fatto da quest’anno la norma sull’affidamento dei viaggi d’istruzione è cambiata. Le scuole non possono più – oltre i 140 mila euro di spesa – fare una gara con affidamento diretto ma devono rivolgersi ad una stazione appaltante qualificata. Il ministero dell’Istruzione d’accordo con quello dell’Economia e delle Finanze, ha avviato una soluzione tramite Consip ovvero la società per azioni italiana detenuta dal Mef che svolge il compito di centrale acquisti della pubblica amministrazione del Paese. Il 23 dicembre scorso è stato aggiudicato l’Accordo Quadro: su dieci lotti complessivi, i vincitori risultano solo quattro grandi operatori, che si alternano nelle graduatorie.

Un vero e proprio “oligopolio” secondo Emilio Cordeglio, responsabile delle “gite” di “Assoviaggi”. Sulla questione il ministero dell’Istruzione interpellato da Il Fatto Quotidiano.it non commenta ma si attiene a precisare che “l’acquisto di viaggi d’istruzione per importi superiori alla soglia comunitaria deve essere svolto tramite piattaforme certificate o strumenti messi a disposizione da centrali di committenza in linea con il codice contratti”.