Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
19 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:21
Annullamento con rinvio per l’ex consigliere regionale della Calabria Domenico Creazzo e per suo fratello Antonino che, lo scorso luglio, erano stati condannati dalla Corte d’appello di Reggio Calabria a 10 anni di carcere per voto di scambio dopo l’assoluzione del primo grado. Ci sarà, quindi, un processo bis per entrambi. Lo ha deciso la Corte di Cassazione a distanza di sei anni dal loro arresto nell’ambito dell’inchiesta “Eyphemos” contro la cosca Alvaro di Sinopoli. Domenico Creazzo era finito in manette, infatti, nel febbraio 2020 pochi giorni dopo la sua elezione con la lista di Fratelli d’Italia e mentre era sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte.
Secondo gli investigatori, l’esponente di FdI avrebbe coltivato e realizzato il progetto di candidarsi e vincere le elezioni regionali rivolgendosi alla ’ndrangheta e in particolare a Domenico Alvaro che, in appello, è stato condannato a 20 anni e 6 mesi di carcere. Nei confronti di quest’ultimo, la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio solo per lo scambio elettorale politico-mafioso, ma ha dichiarato inammissibile il ricorso per l’accusa di associazione mafiosa, confermando così per Alvaro l’irrevocabilità della condanna per i reati più gravi. Tornando all’inchiesta, per i pm, Creazzo aveva accettato la promessa di voti ricevuta da Laurendi. Il tramite con quel mondo sarebbe stato suo fratello Antonino, in grado, secondo la Dda, “di procacciare, in cambio di favori e utilità, grazie alle sue aderenze con figure apicali della cosca Alvaro”.






