Dopo quasi 46 anni di onorata attività chiude il San Pietro di Cetara. La sua gestione storica, che si inserisce in una settimana stranamente cupa per il numero di insegne italiane che hanno chiuso, si ritira, segnando la fine di un lungo capitolo di ristorazione e storia locale. Perché a Cetara non era soltanto un ristorante. Era uno di quei luoghi che hanno accompagnato la trasformazione del piccolo borgo di pescatori in una destinazione gastronomica riconosciuta nel mondo.
Ad annunciarlo sono gli stessi titolari attraverso un messaggio di saluto pubblicato sui social, scelto per ripercorrere l’inizio dell’avventura e salutare clienti e collaboratori. “Era il 1980 quando, dalla collaborazione tra Franco Tammaro e il suocero Luigi, nasceva un sogno nel piccolo borgo di pescatori di Cetara. All’epoca non c’era quasi nulla: qualche bar, qualche circolo e tanta voglia di costruire qualcosa di importante” scrivono, ricordando gli anni in cui la ristorazione locale muoveva ancora i primi passi. Dopo la scomparsa di Luigi, Franco Tammaro ha proseguito il percorso insieme al cognato Bruno Milano, mantenendo negli anni una proposta legata alla cucina di mare e alla tradizione. È una storia di altri tempi, che attraversa i cambiamenti della Costiera Amalfitana e quasi li accompagna.






