Re Sergio, forse inebriato dai trionfi olimpici e dagli osanna dello Stadio di San Siro, ha deciso di indossare il mantello da supereroe e nel pieno della campagna referendaria e degli scontri da ultrà tra Fronte del Sì e Fronte del No si è presentato, totalmente inaspettato, alla seduta plenaria del Consiglio superiore della magistratura. È apparso scortato dai suoi due corazzieri, i consiglieri Ugo Zampetti e Stefano Erbani, sotto le insegne di capo dello Stato e non di presidente di Palazzo Bachelet, come ha sottolineato più volte nel suo breve discorso all’inizio del plenum del Csm.
È arrivato il giorno del contestatissimo Board of peace. La creatura voluta e presieduta a vita (anche oltre il suo mandato alla Casa Bianca) da Donald Trump, è pronta a fare le sue prime bracciate nuotando in mezzo a un oceano di proteste.
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È arrivata la notizia tanto attesa, ma con un esito che mai nessuno avrebbe voluto: il piccolo Domenico non è trapiantabile. Il comitato di medici, riunito all’ospedale Monaldi di Napoli, ha espresso parere negativo sulla possibilità di eseguire un nuovo trapianto sul piccolo di due anni a cui lo scorso 23 dicembre era stato trapiantato un cuore arrivato danneggiato. Nella tarda mattinata di ieri, un’equipe formata da massimi esperti arrivati da tutta Italia ha valutato le condizioni del bimbo e la predisposizione a un nuovo trapianto, considerando che da oltre cinquanta giorni è collegato all’Ecmo, una macchina che garantisce il supporto extracorporeo alla funzione cardiaca.











