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19 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:54
Il blocco dei binari a Porta Susa, le recinzioni tagliate nell’aeroporto di Caselle, i danneggiamenti alle Ogr e gli scontri all’esterno degli impianti di Leonardo e l’assalto alla sede de La Stampa hanno portato 5 persone agli arresti domiciliari – e altre 12 hanno l’obbligo di firma, oltre a un divieto di dimora – nell’ambito di un’inchiesta della Digos, coordinata dalla procura di Torino. Tutti gli episodi violenti erano nati da frange che si erano staccate nel corso delle proteste Pro-Palestina e a sostegno della Global Sumud Flotilla.
Le ipotesi avanzate dai magistrati nei confronti dei 18 antagonisti di Cua e del Ksa al centro dell’inchiesta – undici sono uomini, 7 donne – sono, a vario titolo, di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. Prima del blitz, la Digos aveva notificato il decreto di fissazione degli interrogatori preventivi a 18 antagonisti per i quali la procura aveva depositato una richiesta di misura cautelare, con l’ipotesi per tutti degli arresti domiciliari.












