L’assalto a La Stampa, al grido «Giornalista terrorista, sei il primo della lista». Ma ancora prima le occupazioni delle stazioni di Porta Nuova Susa, Porta Susa e dell’aeroporto di Caselle. E poi il blitz alle Ogr, poche ore prima che ospitassero Ursula Von Der Leyen e Jeff Bezos, la guerriglia scatenata davanti alla sede della Leonardo, in corso Francia, e i disordini alla Città metropolitana. Per tutti questi fatti la Digos della questura di Torino sta eseguendo questa mattina alcuni provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti antagonisti e attivisti pro Palestina: 5 arresti domiciliari, 12 obblighi di firma e un divieto di dimora per i reati di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a Pubblico ufficiale.

Assalto a La Stampa, violenti sotto accusa: per 18 chiesti i domiciliari e le carte dell’inchiesta

GIUSEPPE LEGATO, CATERINA STAMIN

L’assalto al giornale e la visita del presidente

Protagonisti di due mesi di tensioni, con cortei violenti a sostegno della Global Sumud Flotilla, dalla fine di settembre alla fine di novembre dell’anno scorso, culminati con l’assalto alla sede de La Stampa di via Lugaro. Le misure arrivano a pochi giorni dalla visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al nostro giornale: «È anche per questo motivo che sono passato qui, ma non è l’unico», ha detto il capo dello Stato ricordando i giornali lanciati all’aria e gli slogan: «Giornalista ti uccido».