Cinque arresti domiciliari e dodici obblighi di firma. Sono le misure cautelari eseguite questa mattina dalla Digos della Questura di Torino nei confronti di attivisti dell’area autonoma, nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria legata ai fatti avvenuti durante alcune manifestazioni di sostegno alla Global Sumud Flotilla nei mesi scorsi.

Le contestazioni riguarderebbero diverse iniziative in città tra settembre e ottobre, tra cui cortei e azioni di protesta davanti a sedi istituzionali e realtà industriali. Tra gli episodi citati dagli stessi collettivi figurano presidi davanti alla Leonardo, iniziative alle Ogr Torino, azioni presso la Città Metropolitana di Torino e un blitz nella sede del quotidiano La Stampa.

Secondo quanto riferito dagli ambienti vicini al centro sociale Askatasuna, tra i reati contestati figurano anche blocchi stradali e ferroviari.

Flotilla, i manifestanti arrivati in bici tagliano le reti e bloccano l'aeroporto di Torino

In una nota diffusa dopo l’esecuzione delle misure cautelari, gli attivisti parlano di “repressione contro le lotte per la Palestina a Torino” e sostengono che le contestazioni relative ai blocchi sarebbero “indice della volontà di colpire una pratica messa in atto da migliaia di persone in tutta Italia” durante le mobilitazioni dei mesi scorsi.