C’è un punto di fondo che mi pare sia ben presente a Giorgia Meloni, e purtroppo un po’ meno ad altri nel centrodestra: in generale nella politica, e in particolare in un referendum, si tratta di disarticolare gli avversari, non di compattarli. Vediamo cosa intendo. La riforma della giustizia è sacrosanta: ed esisterebbero (ahimé, non tutte coraggiose) anche personalità di sinistra disposte a sostenerla. Tuttavia, quelle figure sono già oggetto di un meccanismo intimidatorio a casa loro, con le guardie rosse schleiniane (nel Pd) e della sinistra mediatica pronte a isolarle e bullizzarle. A maggior ragione, da questa parte, si tratterebbe di incoraggiarle e aiutarle attraverso un racconto che non faciliti la creazione di un «muro contro muro», che è lo schema preferito di una sinistra disperata. Da quel lato della barricata, sono infatti divisi su tutto, ma riescono a compattarsi in funzione di un ridicolo «fronte resistenziale» da contrapporre a un inesistente «rischio fascista».
Capezzone: sul referendum disarticolare gli avversari non compattarli. E su Mattarella…
C’è un punto di fondo che mi pare sia ben presente a Giorgia Meloni, e purtroppo un po’ meno ad altri nel centrodestra: in generale...








