Non è stata «una bella campagna», «c'è stato un tentativo di buttarla in caciara, individuare il nemico...» sospira Giorgia Meloni nello studio di Enrico Mentana. Pausa. «È accaduto soprattutto sul fronte del no, poi ci sono stati dei falli di reazione..». Il duello a distanza con Elly Schlein sotto i riflettori di La7 è l'occasione di un bilancio, per la premier, della corrida elettorale. E di un rilancio last minute, sull'uscio delle urne aperte domani e lunedì, per chiedere agli elettori una x sul sì. Accusa stanchezza la presidente del Consiglio in ore movimentate per la maggioranza. Neanche il tempo di placare le acque del maremoto Bartolozzi, la capo di gabinetto di Carlo Nordio che vede nei magistrati «un plotone di esecuzione», che tocca fare i conti con il caso Delmastro.
Meloni punta il dito contro le opposizioni ree a suo dire di aver trasformato il dibattito sulla separazione delle carriere di giudici e pm in un ring di boxe: «Ho trovato orrendo il fatto di dover mentire per essere convincenti». Per questo, riprende, ha deciso di metterci la faccia. Di scendere in campo con una vera e propria maratona elettorale: ospitate tv, spiegoni video sui social, il Teatro Parenti a Milano e il blitz da Fedez. Ora il duello con la rivale Schlein davanti a Mentana. Il direttore del Tg La7 la incalza. Che succede al governo se vince il no?













