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Dalla prossima legislatura tagli di fondi e incarichi per chi lascia il partito con cui è stato eletto

Cambiare partito o gruppo parlamentare non sarà più una scelta senza conseguenze. Dalla prossima legislatura, il deputato che lascia il proprio gruppo porterà con sé solo metà delle risorse economiche assegnate: l'altra metà resterà al gruppo di origine. È la stretta anti-trasformismo contenuta nella riforma del regolamento della Camera appena approvata dall'Aula, un intervento che riscrive 73 articoli e punta anche a colpire uno dei fenomeni più controversi della vita parlamentare, i cambi di casacca.

Il testo, varato con 249 voti favorevoli, 33 astenuti e nessun contrario rappresenta la modifica più ampia dal 1997. La norma anti-trasformismo dimezza i contributi economici che seguono il deputato in caso di passaggio a un altro gruppo parlamentare. Oggi una quota del finanziamento assegnato ai gruppi proporzionale al numero degli iscritti si trasferisce integralmente con il parlamentare che cambia schieramento. Con la riforma, invece, solo il 50% di quella quota andrà al nuovo gruppo. Una misura pensata per disincentivare il fenomeno dei "transfughi", che negli anni ha inciso sugli equilibri parlamentari e alimentato diffidenza nell'elettorato. La penalizzazione non scatterà nel caso di una scissione politica che coinvolga almeno sette deputati.