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Le modifiche regolamentari tendono infatti a disincentivare l'eccessivo ricorso ai decreti legge, favorendo nel contempo la possibilità di una più rapida approvazione dei disegni di legge del governo di cui viene dichiarata l'urgenza

Nella seduta del 17 febbraio la Camera dei deputati ha approvato con la sola astensione dei 5 Stelle una significativa riforma del Regolamento. Paradossalmente (ma non troppo) il fatto che sia stata approvata a larga maggioranza con la sola astensione dei 5 Stelle è un indizio rilevante del fatto che si tratti di una riforma buona e giusta. Infatti quel processo di tendenziale decadenza che man mano ha fatto perdere centralità al nostro Parlamento è iniziato dal 2013, con l'arrivo di circa un 25% di deputati a 5 Stelle.

Là dove sedevano De Gasperi, Aldo Moro, Togliatti, Malagodi, Almirante sono infatti arrivati dal 2013 Di Maio (l'alfiere della Cina), Di Battista (l'alfiere di Hannoun e di Maduro) e la loro compagnia di dilettanti allo sbaraglio che però da subito provavano a sbaragliare il Parlamento. Grillo gli aveva affidato l'incarico di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno invece non hanno fatto altro che aggiungere man mano tonno rancido (dal 2018 i deputati 5 Stelle erano la maggioranza relativa con più del 30%) ai precedenti ingredienti del Parlamento.