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Il disegno di legge delega punta a ridurre le sovrapposizioni con altre categorie, valorizzare competenze digitali e semplificare i passaggi burocratici nei progetti edilizi

Gli architetti rientrano tra le quattordici professioni interessate dalla riforma generale approvata dal Consiglio dei ministri. Un intervento che arriva dopo anni di incertezze e contenziosi con ingegneri, geometri e periti, e che si propone di fare chiarezza senza introdurre nuove riserve di attività. L’obiettivo dichiarato dal Governo è ordinare un quadro normativo che nel tempo si era stratificato, lasciando zone grigie spesso fonte di conflitti.

Il provvedimento mette al centro la definizione del perimetro delle competenze. Non ci saranno nuove attribuzioni esclusive, ma una ricognizione puntuale delle attività già previste dalla legge, con l’intento di rendere più chiari i confini operativi. Una mappa più nitida che potrebbe garantire maggiore certezza a professionisti, clienti e istituzioni, evitando sovrapposizioni e rallentamenti.