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Il disegno di legge approvato dal Cdm chiarisce le specializzazioni interne, riduce le sovrapposizioni con altre categorie e punta su semplificazione e nuove competenze tecnologiche

Gli ingegneri sono tra i protagonisti del disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei ministri nell’ambito della riforma generale delle professioni. Con circa 240mila iscritti rappresentano uno dei settori più ampi e diversificati, che spazia dalle costruzioni all’informatica, dall’energia alla biomedicina. Dopo anni di sovrapposizioni normative e contenziosi con architetti, geometri e periti, il Governo sceglie di mettere ordine senza introdurre nuove riserve di legge, ma chiarendo i confini già esistenti.

Il provvedimento prevede infatti una ricognizione dettagliata delle specializzazioni interne alla categoria, elencando formalmente settori come l’ingegneria civile, ambientale, industriale, biomedica, gestionale, informatica ed energetica. Un riconoscimento che dà visibilità e legittimazione a professionalità già consolidate sul mercato, e che diventa cruciale per accompagnare la transizione digitale ed ecologica del Paese.