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La Camera respinge la proposta delle opposizioni. Lo stop della Ragioneria: "Misura insostenibile"

C'era uno spazio parlamentare, previsto dalle regole proprio per consentire alle opposizioni di avanzare proposte utili al Paese. E invece, ancora una volta, è stato sprecato. La bocciatura alla Camera della proposta sul congedo parentale paritario (cinque mesi di congedo retribuiti al 100% per ciascun genitore, estesi anche agli autonomi) è la dimostrazione plastica dell'irresponsabilità economica di una sinistra che continua a ignorare i vincoli di bilancio.

Il cuore della vicenda sta nel parere della Ragioneria generale dello Stato, arrivato alla vigilia dell'Aula e rivelatosi devastante. La relazione tecnica quantificava già per difetto gli oneri: oltre 3,7 miliardi nel 2026, destinati a crescere fino a oltre 4,5 miliardi annui a regime dal 2035, senza includere nemmeno tutte le categorie interessate. La copertura indicata - 3 miliardi annui ricavati dalla rimodulazione dei cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi - è stata giudicata priva di basi concrete per finanziare spese certe e strutturali. Da qui la conclusione inevitabile: copertura inidonea e provvedimento non verificabile positivamente. Un giudizio tecnico che ha portato la commissione Bilancio a votare un parere soppressivo, poi recepito dall'Assemblea con la reiezione del testo.