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La Consulta boccia la legge della rossa Toscana. Fazzolari dopo il decreto sullo stipendio giusto: "Record di nuovi contratti a tempo indeterminato"

Il governo "disarma" la sinistra sul lavoro. È un primo maggio nero, al netto di insulti e cabaret in stile Montanari, per Schlein, Landini e Fratoianni. L'esecutivo di centrodestra porta a casa il decreto sul salario giusto e mette sul tavolo 1,2 milioni di posti di lavoro a tempo indeterminato in più, certificati in 1.288 giorni di Meloni. Numeri che smontano in un istante la narrazione del campo largo.

Però contro Schlein, Fratoianni e Landini si abbatte anche la tempesta che arriva dalla Consulta che boccia la legge della Regione Toscana sul salario minimo, cavallo di battaglia del centro-sinistra. E soprattutto unico punto su cui le forze del campo largo sono d'accordo nel programma elettorale. Peggio non poteva andare. La cattiva notizia, per la sinistra, giunge dalla Corte costituzionale: i giudici dichiarano illegittima la legge della Regione Toscana guidata dal dem Eugenio Giani che prevede l'introduzione di un salario minimo nei contratti di appalto pubblici di enti ed aziende sanitarie col criterio premiale di una soglia non inferiore a 9 euro l'ora. Accogliendo il ricorso della presidenza del consiglio per violazione delle competenze legislative la Consulta definisce la misura in contrasto con la Costituzione perché rischia di determinare una restrizione del mercato incidendo quindi sulla scelta degli operatori, in particolare in quegli affidamenti dove c'è maggiore intensità di manodopera.