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Salta l'evento alla Camera sulla remigrazione. Sala stampa occupata dall'opposizione che canta "Bella ciao"
L'hanno cantata tutta d'un fiato, senza neanche perdere una parola. "Bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao" I deputati di Alleanza Verdi e Sinistra (capitanati dal duo Angelo Bonelli - Nicola Fratoianni); quelli del Partito Democratico (fomentati da Arturo Scotto e Matteo Orfini); quelli del Movimento 5 Stelle (incoraggiati da Riccardo Ricciardi) e i pochi di +Europa (sostenuti da Riccardo Magi) insieme a quelli di Azione (rappresentati da Matteo Richetti ed Elena Bonetti) hanno cantato a squarciagola l'inno partigiano per impedire che si svolgesse nella sala stampa della di Montecitorio la conferenza sulla remigrazione.
Una battaglia prepotente per non far entrare nel Palazzo (simbolo della democrazia del nostro Paese) i rappresentanti di CasaPound, del Fronte Skinheads, della rete dei Patrioti e quelli di Brescia ai bresciani. Buttati fuori a causa delle loro idee, estreme per i parlamentari rossi. Ad offrire la sala stampa della Camera ci aveva pensato l'onorevole Domenico Furgiuele, leghista della prima ora, ma simpatizzante del generale Roberto Vannacci. "Uno schiaffo alla democrazia" - commentano alcuni deputati in transatlantico - "tutti hanno diritto di parola". A schierarsi contro i "fascisti" c'erano anche Laura Boldrini, Francesco Silvestri, Gianni Cuperlo, Marco Sarracino, Filippo Sensi, Filiberto Zaratti e altri, che hanno circondato Furgiuele. Lui, l'onorevole imbavagliato, ha provato a spiegare le sue ragioni, ma non è servito a nulla. Gli onorevoli colleghi lo hanno assalito sventolando la Costituzione e insultandolo. "Sono antidemocratici" ha detto sconsolato l'onorevole Furgiuele. Lorenzo Fontana, presidente della Camera, è stato costretto ad annullare tutti gli eventi in sala stampa. "Il presidente ha preso provvedimenti per motivi di sicurezza, ma è stata messa in pericolo dalle opposizioni!", ha detto il leghista. "La sinistra non può limitare la libertà di parola" è il commento della Lega che si appella a Sergio Mattarella. Due pesi, due misure. Da un lato la sinistra censura i "fascisti", ma dall'altro fa entrare i terroristi. Eppure, nessuno glielo ha mai impedito.







