CASTELFRANCO (TREVISO) - I titolari dello Shuttle di piazza Giorgione, la giostra da cui è caduta una ragazza di 14 anni lunedì sera, hanno ricevuto l’informazione di garanzia dalla Procura di Treviso. Padre e figlio, parte di una nota famiglia di giostrai originaria di Lugo di Romagna, in provincia di Ravenna, sono dunque stati iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di lesioni colpose. «Un atto dovuto» sottolineano gli inquirenti, a loro stessa tutela in attesa che la relazione dello Spisal faccia chiarezza su quanto accaduto. Già, perché sulla carta tutto era perfettamente in regola: l’attrazione, che da una trentina d’anni gira per l’Italia e che è stata posta sotto sequestro proprio per permettere tutti gli accertamenti tecnici del caso, aveva superato senza problemi il collaudo dopo l’installazione e il «libretto», ovvero il documento in cui vengono annotate le revisioni periodiche obbligatorie (come se fosse quello di una qualsiasi autovettura, ndr), non presentava alcuna irregolarità. Circostanza confermata anche dalla polizia locale di Castelfranco, deputata a dare il via libera per la messa in funzione della giostra. Sono stati gli stessi titolari dell’attrazione a mettere a disposizione da subito tutti i documenti, convinti di aver rispettato ogni disposizione di legge.