ROVIGO - Non voleva canzoncine per bambini. Manuel Giacinto voleva le sinfonie. E quando partivano, alzava le mani e dirigeva, con naturalezza e concentrazione, come un vero maestro d’orchestra. Un gesto istintivo, quasi solenne, che colpiva chiunque lo osservasse e che raccontava, meglio di tante parole, la sua sensibilità precoce e il suo amore profondo per la musica.

Da questa immagine intensa e commovente nasce “Il piccolo direttore del Paradiso”, la canzone scritta e interpretata da Enzo Casella, nome d’arte di Vincenzo Casella, dedicata al figlio Manuel Giacinto, morto a soli quattro anni il 28 settembre scorso a causa di un ependimoma, raro tumore cerebrale pediatrico.

La diagnosi era arrivata nell’autunno 2021, quando il bimbo aveva appena dieci mesi. Da quel momento, per la famiglia è iniziato un percorso complesso e doloroso, fatto di ricoveri, terapie, viaggi continui tra reparti specialistici, attese interminabili, momenti di speranza e improvvisi peggioramenti. Manuel ha affrontato mesi durissimi tra ospedale, terapia intensiva e hospice pediatrico, sempre accompagnato dalla presenza costante dei genitori, che non lo hanno mai lasciato solo.

In quel periodo, Enzo Casella aveva già trasformato l’angoscia in musica, portando con sé una piccola tastiera e un registratore durante le lunghe attese nel reparto di terapia intensiva. È proprio lì che ha preso forma la prima canzone, dal titolo simbolico “Ce la farò”, scritta in un solo giorno, di getto. Il brano nasce come messaggio di speranza e forza rivolto al figlio, ma anche come tentativo di dare voce alle sue emozioni. «Nella prima stesura il testo era molto dolce – spiega Casella – ma poi mi sono reso conto che mio figlio, nei momenti peggiori, mostrava anche rabbia. Ho cercato di adattarmi al suo stato d’animo, raccontando i suoi desideri».