"Il vino è vivo e migliora ascoltando la musica". Lo credeva il maestro Giuseppe Vessicchio, che si è spento questo pomeriggio, all'età di 69 anni, all'ospedale San Camillo di Roma, dove era arrivato a seguito di una complicazione di una polmonite interstiziale. Direttore d'orchestra, compositore e volto televisivo, noto in tutta Italia per essere stato per decenni un protagonista del festival di Sanremo, negli anni aveva coltivato un’altra passione: quella della vigna e dell’affinamento in musica.
Vinitaly, Beppe Vessicchio e la grappa armonizzata: "Così la musica la migliora"
L'epifania scatta il giorno in cui una goccia d'olio di una pizza mangiata in macchina cade sui suoi pantaloni: è il momento in cui Peppe Vessicchio inizia a domandarsi fino a che punto la musica possa influenzare il mondo, la natura, con il suo potere benefico. Lo racconterà lui stesso in “La musica fa crescere i pomodori”, saggio autobiografico del 2017 nato dalle conversazioni con Angelo Carotenuto, in cui parla dell'armonia della vita. Cosi come le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart, tutti gli organismi viventi reagiscono positivamente quando gli armonici si combinano in modo naturale, considera Vessicchio. Eccola dunque la formula che inizia a inseguire: la musica armonico-naturale. Da qui partono gli esperimenti sulla terra, sul vino.










