Direttore d’orchestra, compositore, arrangiatore e volto televisivo tra i più amati dal pubblico. È morto all’età di 69 anni il maestro Peppe Vessicchio, una delle figure più iconiche e riconoscibili del Festival di Sanremo e della musica italiana. Il celebre direttore d’orchestra, arrangiatore e volto televisivo, si è spento questo pomeriggio all’ospedale San Camillo di Roma, dove era arrivato a seguito di “complicanze severe improvvise”. La conferma della notizia è arrivata dall’Ospedale San Camillo di Roma in accordo con la famiglia:”Peppe Vessicchio è deceduto per una polmonite interstiziale precipitata molto rapidamente. I funerali saranno strettamente privati”.
“Dirigere l’orchestra è una frase che mi insegue, ma in realtà io non volevo dirigere: volevo scrivere, unire, cercare l’armonia”. È nascosta in questa sua dichiarazione, forse, la sua essenza. Perché Vessicchio non è stato solo il “Maestro di Sanremo”, il volto rassicurante con la barba iconica che faceva scattare l’applauso prima ancora della musica. È stato un intellettuale gentile, un mediatore tra mondi apparentemente inconciliabili: la musica colta e quella popolare, la disciplina ferrea dell’orchestra e l’anarchia creativa dei talent show, la scienza delle frequenze e la spiritualità del vino.












