Se c'è una frase che resterà nella memoria collettiva degli italiani, è quella che annunciava: «Dirige l'orchestra il maestro Peppe Vessicchio». Bastava quella frase, un applauso, un cenno di bacchetta, e tutto sembrava al suo posto, l'orchestra, il cantante, il pubblico. Il direttore d'orchestra e arrangiatore Peppe Vessicchio è morto all'età di 69 anni all'ospedale San Camillo di Roma, dove era arrivato a seguito di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. Con la sua scomparsa, l'Italia perde non solo un musicista, ma anche una presenza gentile e rassicurante, capace di entrare nelle case degli italiani con discrezione e naturalezza.
L’INTERVISTA
Peppe Vessicchio: “Baudo a Sanremo spostava anche le fioriere. Fermai Vanoni e mi lanciò una scarpa”
Peppe Vessicchio è stato un vero simbolo popolare della televisione, consacrato in particolare dal Festival di Sanremo. La sua folta e curata barba e lo sguardo gentile lo rendevano immediatamente riconoscibile, segnando indelebilmente il suo iconico profilo sul palcoscenico e sul piccolo schermo. «Non ci credo. Non ci voglio credere. Tesoro musica bella», scrive Luciana Littizzetto in un post sul profilo social di Che tempo che fa. «Con il maestro Vessicchio se ne va un altro grande protagonista del festival e della musica italiana», dice Carlo Conti. Fabio Fazio è sconvolto: «Era una persona meravigliosa». Addolorato Amadeus: «La scomparsa del Maestro Vessicchio è per me un dolore forte e improvviso. Ci conoscevamo da 30 anni e fino a pochi giorni fa abbiamo riso e scherzato, in onda e dietro le quinte. Mancherai tanto a tutti». Ricorda il maestro anche Giorgia Meloni: «Un artista di grande cultura musicale che ha dato tanto e che ci mancherà. “Dirige l'orchestra il maestro Beppe Vessicchio” non era solo una frase: era casa, era Italia. Buon viaggio».










