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Il presidente del Tribunale di Palermo elogia la “magistrata competente e preparata” che ha emesso la sentenza a favore dell’Ong. E se la prende con chi esagera nei commenti negativi
Il risarcimento alla Sea Watch ha scatenato la bufera politica. Quanto stabilito dal Tribunale di Palermo non è andato giù al centrodestra, che infatti è salito subito sulle barricate per una decisione giudicata incomprensibile. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuto con un video durissimo sui social. La domanda, d’altronde, sorge spontanea: come può il governo mettere in campo tutti i provvedimenti necessari contro l’immigrazione clandestina se poi gli sforzi vengono vanificati? Ma attenzione con le critiche: ora le toghe danno anche lezioni su come bisogna commentare le sentenze.
A far sentire la propria voce è stato Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, che ha preso le difese della “magistrata competente e preparata” che ha emesso la sentenza del Tribunale di Palermo dopo l'esame del materiale probatorio e il contraddittorio tra le parti. “Come ogni decisione è impugnabile”, ha aggiunto. Per poi sferrare l’attacco: “Denigrare i giudici per un giudizio non condiviso o non gradito, magari senza nemmeno conoscerne le motivazioni, non ha nulla a che vedere con quel diritto di critica delle decisioni giudiziarie che va riconosciuto ad ogni cittadino”.















