Il tempo trascorso in lista d'attesa d'urgenza, il peso corporeo e la compatibilità del gruppo sanguigno.
Sono questi i tre fattori principali, sulla base dei protocolli sul trapianto di organi dl Centro nazionale trapianti, che vengono esaminati per decidere l'assegnazione di un organo da trapiantare e la fattibilità del trapianto.
Nel caso del piccolo di due anni e mezzo - ricoverato al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di un cuore risultato danneggiato - a pesare è però innanzitutto la condizione generale in cui versa a circa due mesi dal primo intervento e dopo il lungo periodo di circolazione extracorporea Ecmo cui è stato sottoposto.
Gli esperti che si riuniranno oggi a Napoli dovranno dunque valutare vari elementi, a partire innanzitutto dal quadro clinico del piccolo e dalla sua compatibilità con l'esecuzione dell'intervento. Se fosse stabilito che il bambino è nelle condizioni cliniche di poter ricevere un nuovo trapianto, allora entrerebbero in gioco altri fattori determinanti, dal momento che ci sono anche altri bambini in lista per lo stesso cuore resosi disponibile nella tarda serata di ieri.
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