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Messaggi su un videogioco, scambi per accordarsi su una cena per quella sera alla quale non arriverà mai: dagli ultimi messaggi di Ambrosio emerge la vita di un ragazzo come altri
È passato un mese e mezzo da quando il capotreno Alessandro Ambrosio, di 34 anni, è stato accoltellato a morte nel parcheggio della stazione di Bologna. In carcere è rinchiuso Marin Jelenic, croato, che era già stato destinatario di un ordine di allontanamento mai rispettato. È un delitto che ha un colpevole ma non un movente, in cui si è già scritto tutto per quanto concerne l’aspetto giudiziario della vicenda, sul quale c’è poco altro da dire. Tuttavia, in queste ore sono emerse le ultime conversazioni avute da Ambrosio prima di essere raggiunto dalle coltellate di Jelenic. Sono scambi di messaggi sul telefono dai quali emerge la vita di un ragazzo come tanti diviso tra il lavoro, gli amici e la passione per i videogiochi, e lo sgomento di chi, non appena ha iniziato a circolare la notizia della sua morte, ha cercato in tutti i modi di illudersi che non fosse vero.






