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Anche la più riottosa delle mie amiche ormai si è sistemata. Prova ancora a considerarsi una donna “libera” perché continua a rifiutare le proposte di matrimonio del suo compagno ma due settimane fa ha partorito, quindi... C’è qualcosa di più definitivo di un figlio? Un’altra si è sposata a giugno e quella che ha dato il via alle danze della stabilità sentimentale è andata a convivere un anno e mezzo fa. Morale sono rimasta “sola”. Per carità, continuiamo a vederci, ad avere le nostre serata e qualche pomeriggio assieme ma già organizzare un week end è diventato un sudoku e anche quando ci si riesce, tra una telefonata “da casa” e l’altra, il clima non è più quello di un tempo. Capisco benissimo le loro nuove esigenze, sarei immatura e poco generosa se non lo facessi, è che mi manca quello che eravamo e, confesso, mi sento come l’ultimo dei Mohicani. Oscillo tra il dispiacere per il fatto di averle un po’ perdute e la preoccupazione per me stessa: continuo a pensare che forse dovrei trovarmi una vita anch’io ma quando rifletto sul fatto che lo farei solo perché le mie amiche lo hanno già fatto, mi domando se sia una motivazione sufficiente. E nel frattempo osservo tutto il mio mondo sgretolarsi. Quantomeno quello che ho avuto attorno finora. Ripeto, sono felice per loro, davvero. Decisamente meno per me stessa.






