PADOVA - «Solo coloro che tentano l'assurdo raggiungono l'impossibile». Chi ha scritto questa frase in effetti l'ha raggiunto, diventando famoso con scale che non portano da nessuna parte, paradossi architettonici, mondi fantastici, geometrie interconnesse e oggetti appunto impossibili. Creazioni visionarie in cui confluiscono arte, matematica e illusione ottica. Capolavori assoluti, che hanno fatto di lui uno degli artisti più rilevanti e più amati del Novecento, un Maestro che nel tempo è entrato nella memoria visiva di tantissime persone, anche inconsapevoli di chi fosse.
Per esempio pochi sanno che ha ideato la copertina del disco "Ummagumma" dei Pink Floyd, dopo aver detto "no" a Mick Jagger dei Rolling Stones. La riflessione che sintetizza il suo pensiero apre la mostra "M.C.Escher. Tutti i capolavori", inaugurata al Centro culturale San Gaetano di Padova che propone oltre 150 opere, tra cui quelle più rilevanti, come "Mano con la sfera riflettente", "Giorno e notte", "Metamorfosi II", e "Relatività", realizzate dal genio olandese mancato nel 1972 a 74 anni. L'antologica, caratterizzata da un allestimento scenografico e da alcuni momenti esperenziali, è uno degli eventi maggiormente attesi del 2026 in quanto è il più importante dedicato al celebre incisore: dalle tassellazioni alle metamorfosi, dalle superfici riflettenti ai paradossi geometrici, vede la presenza di opere realizzate da Escher a partire dagli esordi e poi nei periodo dei viaggi in Italia, accendendo i riflettori sulle molteplici tecniche da lui esplorate.






