Èil primo caso di risarcimento per il mai decollato protocollo con Tirana, ma quello dell’uomo algerino che dovrà avere 700 euro dal Viminale per il trasferimento improprio nel Cpr di Gjader rappresenta anche un precedente importante. Per i giudici del tribunale di Roma, che hanno valutato il caso, le procedure di trasferimento in Albania sono avvenute contravvenendo le regole. Nello specifico, come si legge nella sentenza, «il trasferimento è stato eseguito senza un provvedimento, con modalità che non hanno consentito al trattenuto di sapere dove sarebbe stato condotto».
In assenza di una comunicazione ufficiale, dunque, è stato impossibile per il migrante comunicare la decisione ai familiari, in particolare ai figli minori, e al suo legale. All’uomo era stato solo detto che sarebbe stato portato a Brindisi. Non oltre l’Adriatico. Per il Tribunale questo ha comportato una lesione della «vita privata e familiare» del migrante tutelata dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Da qui il danno stimato in 700 euro.
Algerino con 23 condanne, lo Stato deve risarcirlo. Meloni: "Magistrati politicizzati"
La storia di Redouane L., un uomo algerino di 50 anni, residente nel nostro Paese e padre di due figli minorenni, di quattro e sette anni, avuti da una donna italiana, inizia nel 1995 quando l’uomo arriva in Italia. Qui non riesce mai a regolarizzarsi e per questo riceve una serie di provvedimenti di espulsione, nonché alcune sentenze di condanna, emesse tra il 1999 e il 2023, per reati contro la persona, il patrimonio e la pubblica amministrazione, commessi prevalentemente in Liguria. A questo si aggiungono anche alcune dichiarazioni di false generalità. Si arriva così al 23 febbraio del 2025 quando l’uomo viene portato nel centro per i rimpatri di Gradisca d’Isonzo dopo la scarcerazione dalla Casa Circondariale di Cuneo. Un provvedimento dice che deve essere rimpatriato nel paese di origine.











