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L'algerino che lo Stato dovrà risarcire è pluripregiudicato anche per violenze sulle donne. Niente cpr in Albania perché "ha diritto agli incontri con i suoi congiunti"
Alias, condanne, un profilo criminale ricco e variegato quello del migrante algerino che dovrà essere risarcito dal Viminale dopo la sentenza della procura di Roma. Una sentenza accompagnata da motivazioni piuttosto sui generis e che poggia su tre pilastri principali. I torti del ministero dell'Interno, secondo il giudice riguardano il trasferimento avvenuto in mancanza di un provvedimento, non aver avvertito la persona che sarebbe stata trasferita e l'interferenza nella vita familiare trattandosi di una persona che avrebbe avuto diritto a degli incontri.
Ma, come lo stesso ministero spiega, una volta che sei all'interno del sistema detentivo, non deve essere ripetuta la procedura, perché il provvedimento di trasferimento è tutt'altra cosa rispetto al provvedimento di trattenimento che ovviamente deve essere comunicato.










