Se il morto è di destra, pesa meno. E anzi, c'è una corsa a gettar fango sul suo conto. Lo si è già visto con Sergio Ramelli, nei famigerati anni di Piombo. Più di recente, con Charlie Kirk, con tutto il peso dell'anti-trumpismo fa gravare su quell'omicidio. E oggi lo si vede anche con Quentin Deranque, 23enne ammazzato a calci e pugni in strada a Lione da un manipolo di "antifa".
Il giovane era intervenuto per scortare il collettivo femminile nazionalista Némésis, che voleva protestare contro la conferenza dell'europarlamentare filopalestinese Rima Hassan alla facoltà di scienze politiche. Protestare, non impedirne l'intervento.
Deranque è stato assalito a bruciapelo e massacrato. Ora sono indagati alcuni esponenti della Jeune Garde Antifasciste, associazione di estrema sinistra. Un suo membro, Jacques-Elie Favrot, anche lui indagato per il pestaggio, è il portaborse di Raphael Arnault, deputato di France Insoumise, il partito del leader rosso Jean Luc Melenchon. Il gruppo della Jeune Garde, tra l'altro, ha rapporti fraterni e molto stretti pure con Alleanza Verdi Sinistra. D'altronde, i deputati di Melenchon all'Europarlamento siedono accanto a quelli di Avs nel gruppo The Left. Un bell'imbarazzo.















