"La picchiava quotidianamente", "una madre violenta" "gran parte degli ematomi sul viso e sul corpo della bambina potevano essere riconducibili a percosse inferte dalla madre". Queste parole, riportate nell'ordinanza che dispone l'arresto di Manuela A, 43 anni, per l'omicidio preterintenzionale della figlia più piccola di due anni, sono pesanti come macigni. E oggi, a otto giorni dal rinvenimento del cadavere della piccola "coperto di ecchimosi" alcune delle quali "inferte con un corpo contundente" come scriveva il medico legale che ha visto per primo il corpo, pesano ancora di più. Ma quella teste non si è fermata lì: al carabiniere sotto la casa di Manuela la donna ha detto anche altro. "Ho sentito distintamente il padre di Manuela dire alle sorelline che "la mamma ha ammazzato tua sorella".
La donna, assistente sanitaria del suocero di Manuela, è stata smentita dal padre dell'indagata che ha negato di aver detto quella frase, precisando di aver sostenuto davanti alle nipotine che "la sorellina era in cielo". In più ha aggiunto di aver visto Beatrice il giorno prima della morte con "due lividi sulla fronte" che la figlia ha detto esser stati causati da "una caduta dalla culla" senza specificare quando fosse successo.













