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Ultimo aggiornamento: 12:50

di Cibelle Dardi

Mentre da Washington i documenti uscivano a singhiozzo, due sviluppatori poco più che ventenni hanno trasformato oltre 300 gigabyte di file sul caso Epstein in Jmail, un archivio consultabile attraverso un clone dell’interfaccia di Gmail, che mostra la corrispondenza di Epstein come se l’utente fosse collegato direttamente al suo account di posta elettronica.

I file esistevano da mesi, ma nessuno riusciva a leggerli davvero. Troppo caos, molti pdf, nessuna struttura. Luke Igel e Riley Walz hanno dato a quei documenti la forma di una normale casella email. Ora basta cliccare, scorrere, digitare un nome.