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Dire che il Board trumpiano demolisce le organizzazioni internazionali significa non vedere l'immobilismo dell'Onu

A volte le ideologie o, peggio, le "pseudo-ideologie" hanno la meglio sul buonsenso. Il discorso di Monaco del Cancelliere tedesco Merz dell'altro giorno, che evidenzia la rottura tra Usa ed Europa e critica la dottrina Maga (Make American Great Again) che ispira la politica di Donald Trump, sarebbe da sottoscrivere dalla prima all'ultima parola ma questo non significa però che l'Italia sbagli a partecipare con il ruolo neutro di osservatore al "Board of Peace" per Gaza voluto dal presidente americano: l'organismo è strano, più improntato al business che alla politica, per alcuni versi stravagante com'è nella mentalità di The Donald (l'idea di autonominarsi presidente a vita del board ha tratti comici), ma dentro ci sono tutti gli attori principali (Israele, Egitto, Arabia Saudita, etc.) della crisi mediorientale.